Vibo Valentia: Capitale italiana del libro 2021

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È Vibo Valentia la Capitale italiana del libro per il 2021. La cittadina calabrese (di 34mila abitanti) è stata proclamata all’unanimità perché “si è distinta per la qualità delle iniziative presentate, esposte con chiarezza in cui si fondono rigore ed entusiasmo”.

 

Lo ha comunicato in diretta zoom il ministro della cultura, Dario Franceschini al termine della selezione da parte di una giuria di esperti presieduta da Romano Montroni«Una bellissima competizione: 23 città, 6 finaliste, una vincitrice. Tutti insieme per sostenere il libro e la lettura».

 

Perché Vibo è la Capitale italiana del libro 2021?

 

Le motivazioni di questa vittoria come capitale italiana del libro recitano: “la città prescelta si è distinta per la qualità delle iniziative presentate, esposte con una chiarezza in cui si fondono rigore ed entusiasmo”.

 

L’idea di base del progetto vincitore è “di far entrare prepotentemente il libro nella vita delle persone”. Le attività proposte coinvolgono cittadini, associazioni e istituzioni culturali in progetti che ruotano intorno alle biblioteche, ai libri e alla lettura, anche fuori dai luoghi tradizionali. 

 

 

La giuria ha dunque scelto all’unanimità come Capitale del libro 2021 la città di Vibo Valentia, premiando il programma che più degli altri sembra efficace per diffondere e promuovere i libri e la lettura.

 

Rivincita per la città di Vibo Valentia

 

 

Soddisfazione e rivincita per tutti i cittadini, espressa dalle parole commosse della Sindaca Maria Limardo:

“Stiamo facendo davvero un grande percorso come amministrazione per il riscatto della nostra comunità perché la mia città è sempre stata considerata ultima in tutte le graduatorie. E noi vogliamo essere orgogliosamente i primi o, comunque, concorrere a testa alta in Italia e nel mondo perché Vibo Valentia è una città bella, ricca, piena di patrimonio, di straordinarie bellezze ma soprattutto è fatta di tanta bella gente”, ha scandito con forza.”

 

La città nominata Capitale del libro 2021 riceverà dal ministero della Cultura, tramite il Centro per il Libro e la Lettura, un contributo pari 500mila euro per la realizzazione del progetto.

 

Montroni ha dichiarato durante la proclamazione:  “Siamo convinti che questa esperienza lascerà in queste città le tracce di un sistema organizzativo che non può finire in pochi mesi, perché si sono attivate, attraverso la risposta al bando, una serie di sinergie che continueranno nel tempo”. Inoltre sottolinea come il titolo di Capitale del Libro rivesta “una particolare importanza in Italia perché il nostro Paese è tra gli ultimi in Europa come indici di lettori” ma “per fortuna negli ultimi anni, grazie al sostegno delle istituzioni, è stata finalmente avviata una politica organica di diffusione del libro e di promozione della lettura.

 

La forza rigenerativa della cultura

 

Gilberto Floriani, che ha realizzato il Sistema bibliotecario vibonese, polo regionale per le politiche della lettura, tra le maggiori istituzioni culturali della Calabria, dice riguardo alla proclamazione di Vibo a Capitale del libro: «è un’ennesima sfida, a dimostrazione che ci sono cose che possono riuscire bene anche qui. Porteremo avanti le nostre attività, continuando a promuovere la lettura. Del resto se la gente legge, pensa meglio e quindi vive meglio».

 

Infine riportiamo le parole di Florindo Rubbettino, editore Calabrese, fra i punti di riferimento nazionale per la saggistica in materia di economia, politica e scienze sociali: «La cultura ancora una volta dimostra la sua forza rigenerativa», afferma  «Vibo Valentia ci dimostra che ogni territorio può essere centrale se recupera dalla storia e dalla cultura la sua forza reinterpretandola attraverso traiettorie di innovazione. L’auspicio è che questa finestra aperta su una comunità, sia aperta anche per far entrare aria pulita su questi territori e possa dispiegare i suoi effetti eversivi ed eretici. Perché il libro e la cultura – conclude l’editore calabrese – devono servire a questo, altrimenti faremo solo retorica e perderemo l’ennesima occasione».

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