Tradizioni natalizie calabresi

tradizioni tipiche calabresi

Sembrerà strano parlare di tradizioni natalizie calabresi, quanto il Natale che si avvicina sarà insolito, diverso da tutti gli altri e sicuramente poco tradizionale. Ma si spera che le cose possano presto tornare alla normalità. 

Soprattutto per i calabresi, il Natale significa famiglia, convivialità, ma anche spiritualità, storia e tradizione. Ogni paese della Calabria ha delle sue tradizioni e usanze del periodo natalizio. Vediamo quali sono le tipiche e più belle tradizioni natalizie calabresi.


CENA DELLA VIGILIA

 

Da sempre la cena della vigilia di Natale è considerata il pasto più ricco dell’anno. Ai tempi dei nostri nonni, si iniziava la mattina con la preparazione delle pietanze da consumare poi la sera per la grande cena.

Oggi il menù si è sicuramente arricchito di piatti più elaborati e nuovi ingredienti. All’epoca, si consumavano soprattuto piatti a base di ortaggi, tipici della tradizione contadina: broccoli, cavoli, zucca, rape, cipolle, peperoni, funghi, castagne e pesce azzurro (sarde e alici) o essiccato (pesce stocco e baccalà). Poi ancora pasta di pane fritte nell’olio e dolci della tradizione.

Era usanza cucinare, tredici pietanze, come il numero dei presenti all’ultima cena, o nove come i mesi d’attesa di una gravidanza. 

NON SPARECCHIARE LA TAVOLA

Un’altra delle tradizioni natalizie calabresi, anche se oggi un po’ in disuso, è quella di lasciare la tavola apparecchiata dopo la cena della vigilia, con le pietanza ancora nei piatti, in attesa che sopraggiunga a mangiare Gesù bambino.

I DOLCI

 
Durante tutto il periodo che precede il Natale, ancora oggi, si friggono varie paste di pane e si confezionano i dolci tipici delle feste. 

Ogni zona della Calabria ha dei dolci caratteristici, o vengono chiamati in modo diverso.

Un dolce molto ricco e nutriente della tradizione natalizia calabrese è la pitta nchiusa o pitta mpigliata, che contiene tra gli ingredienti: farina, vino, olio d’oliva, zucchero, miele, spezie, uva passa e noci.

Vengono preparati anche dei biscotti, detti mustazzuali o nzuddi, costituiti da un impasto di miele e farina (tipici in particolare del vibonese) o dei torroni a base di miele, frutta secca e zucchero, tipici della zona di Reggio Calabria

Le pie o pittapie sono dei dolci notazioni di pasta frolla ripieni di marmellata di uva nera. 

Ci sono anche le susamelle o pitte di San Marino costituite da un impasto elastico insaporito da miele, cannella, chiodi di garofano e scorza di limone.

In questo periodo si preparano anche dei fichi secchi incrociati (per questo in alcune zone chiamati crucette) riempiti di noci, mandorle, scorza d’arancio e zucchero.

Infine citiamo i turdilli (conosciuti a seconda delle zone anche come tardilli o pignolata) preparati con farina e miele e ricoperti di confettini di zucchero in alcune varianti. 

I dolci venivano preparati solo poche volte l’anno, in occasioni di ricorrenze speciali, legate alle feste religiose e popolari.  Mangiare i dolci natalizi quindi costituiva per le famiglie calabresi un momento di grande allegria, in special modo per la gente povera.

La tradizione di consumare durante le feste natalizie dolci canditi con il miele risale all’antica influenza del mondo greco-romano.

TRADIZIONI NATALIZE CALABRESI: LA FRITTURA

Per quanto oggi possa sembrarci strano, la frittura aveva un tempo un significato simbolico. Era considerata motivo di allegria e compagnia. Infatti le famiglie in lutto non potevano friggere, in quanto era considerato offensivo per i defunti.

In occasione del Natale in Calabria vengono preparate delle frittelle che contengono delle patate nell’impasto, conosciute in base al territorio come cururicchi o grispelle, zzippuli o ancora cudduriaddhi. Queste tipiche frittelle potevano essere anche dolci, cosparse di zucchero o miele.

La tradizione antica voleva che il primo pezzo di pasta doveva essere gettato nell’olio bollente dal capofamiglia, dopo averlo segnarlo con un’immaginaria croce cristiana, proprio come a voler rivolgere un ringraziamento profondo a Dio

Nel cosentino, queste tipiche frittelle, si mandavano ai vicini in numero pari, ed a quelli in lutto invece in numero dispari.

Inoltre in alcuni centri, era diffusa anche l’usanza da parte delle donne che ottenevano una grazia, di friggere le pasta di pane all’aperto davanti alla chiesa per poi offrirle ai curiosi passanti.

I CANTI DELLE TRADIZIONI NATALIZIE

Un’immancabile tradizione natalizia calabrese è legata ai canti e alla musica, gli zampognari percorrono le vie del paese,  suonando canti popolari natalizi.

Per le vie del paese non era insolito sentire “a strina”, un’antica tradizione natalizia, soprattutto della provincia di Cosenza. Si tratta di canti composti da versi in rima in dialetto, accompagnati da fisarmonica, chitarra e tamburello per augurare buona salute, felicità e ricchezze. I padroni di casa, in segno di ringraziamento offrono vino, salumi di casa o la classica spaghettata aglio, olio e peperoncino.

 

I PRESEPI VIVENTI

In diversi comuni esiste ancora l’usanza dei fare dei presepi viventi. Durano tutto il periodo natalizio fino all’Epifania con l’arrivo dei Re Magi.Tra i più importati ricordiamo quelli allestiti a Panettieri (in provincia di Cosenza) e Caria (Vibo Valentia).

IL FUOCO DI NATALE

Infine vogliamo ricordare la tradizione natalizia calabrese dei fuoco di Natale, anche questa caduta perlopiù in disuso.

Si tratta di un enorme falò che veniva acceso la notte del 24 dicembre. Gli abitanti del paese, dopo la messa di mezzanotte, si ritrovano attorno al fuoco per scambiarsi gli auguri, gustando i classici cururicchi e per trascorrere in compagnia la nottata, accompagnati dalla musica popolare. Per la religione, il fuoco è simbolo della purificazione dal peccato originale e veniva acceso simbolicamente per bruciare tutto ciò che di negativo c’è stato in passato.

Il folklore delle popolazioni calabresi testimonia un grande passato che ci ha lasciato usi e tradizioni a cui i calabresi rimangono affettuosamente legati e tentano di preservarle.

Vi auguriamo un gioioso e sereno, seppur meno tradizionale, Natale 2020.

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